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La storia
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CENNI STORICI: CORNAREDO
Cornaredo e San Pietro All´Olmo, sono località di antica fondazione, i primi insediamenti risalgono al 4000 a.C. , ma solo tra il 1500 e il 1000 a.C. possiamo parlare di popolazioni che stabilmente permangono in questa zona dedicandosi alla pastorizia e all´agricoltura.
Queste popolazioni furono assogettate dagli eserciti romani e in quel periodo Cornaredo non fu un vero e proprio agglomerato urbano dotato di una certa consistenza demografica. Con la caduta dell´Impero Romano iniziarono le incursioni dei barbari, che portarono , con le loro dominazioni, ad uno sfaldamento totale delle istituzioni romane e dell´organizzazione sociale della zona.
Nel 568 i Longobardi invasero l´Italia ed anche la loro presenza lasciò tracce incisive nel territorio cornaredese.
All´epoca di Re Berengario I viene permesso ai privati di costruire castelli e mura difensive intorno ai villaggi. Esiste un documento in cui si menziona il ‘castri´ di Cornaredo di proprietà dei Visconti, la cui edificazione risalirebbe almeno al X-XI secolo.
Oggi dell´impianto originale del ‘CASTRUM´ rimane soltanto qualche rudere inserito nella curta del Doss.
Nel 1167 Federico Barbarossa assalì e devastò alcuni territori tra cui Cornaredo. Il ruolo giocato dagli ordini monastici fu molto importante; essi possedevano grandi estensioni di terra, frutto di donazioni, e contribuirono a migliorare le condizioni di vita delle popolazioni contadine, introducendo l´irrigazione e l´organizzazione dell´agricoltura.
Tra il XI e il XII secolo fu edificata l´Abbazia di San Pietro All´Olmo. L´importanza dell´Abbazia e la sua bellezza architettonica ebbero sempre più risonanza insieme all´estensione delle terre di proprietà dei Lateranensi. Oltre ai Lateranensi , anche le UMILIATE possedevano un convento a Cornaredo, che ospitò per molto tempo i frati Certosini.
Il passaggio dalla proprietà religiosa a quella laica avvenne nel 1647 quando Cornaredo, S. Pietro All´Olmo e Monzoro furono venduti a Gerolamo DUGNANI.
I Dugnani possedevano due palazzi a Cornaredo che hanno resistito agli attacchi del tempo, e uno di questi è la sede dell´attuale Municipio, in Piazza Libertà. L´altro edificio si trova in Piazzetta Dugnani, costruita in stile tipico del ‘600.
La famiglia Dugnani si estinse nel 1945 con la scomparsa dell´ultima erede Nicolina, alla quale è dedicata la scuola elementare di via IV novembre.
Nell´800 si assistette allo sviluppo del tessile, e allo scopo venne edificata la Filanda in Piazza Libertà. La famiglia Ponti contribuì a segnare positivamente la vita di Cornaredo, istituendo scuole, asili e avviando opere assistenziali.
Anche San pietro all´inizio dell´800 ebbe la propria Filanda, richiamando manodopera da altri paesi.
Nel ‘900 si assistette al definitivo declino dell´industria della seta naturale e alla conseguente chiusura della Filanda, per lasciare posto ad industrie di altro genere. A favorire lo sviluppo industriale della zona contribuirono gli insediamenti di via Merendi e via Monzoro dove sorsero aziende metalmeccaniche, chimiche ed alimentari.
Negli anni ´70, insieme allo sviluppo industriale si assistette anche all´aumento demografico della popolazione. Il paese vene dotato di strutture: scuole, impianti sportivi, della biblioteca, del parco.
Tuttavia, la crescita industriale e demografica non ha stravolto la struttura originaria del comune, che ancora oggi resta caratterizzato dalle sue corti, per le quali sono state previste opere di recupero e conservazione.
Un altro aspetto funzionale al mantenimento dell´identità del paese, nonostante il suo forte sviluppo industriale, è la spinta aggregativa nelle attività di volontariato e associazionismo, mantenute nel tempo dalla popolazione costantemente impegnata nel sociale, in collaborazione con le strutture comunali oltre che con quelle tradizionali delle parrocchie e degli oratori.
CENNI STORICI: SAN PIETRO ALL´OLMO
Le origine non documentate ma leggendarie della frazione di San Pietro all´Olmo sono fatte risalire ad un racconto, famoso nell´intera zona. Si dice che durante l´impero di Diocleziano, che vide l´ultima persecuzione contro i Cristiani (303 d.C.), fu ritrovato il corpo straziato ed incorrotto di San Vittore, custodito da feroci leoni in una località selvosa detta ad ulmos, posta lungo la strada che da Milano conduceva ad Vercellas.
Probabilmente la dicitura ad ulmos sta ad indicare una zona ricca di olmi, come in effetti è quella di San Pietro. Se la leggenda avesse un minimo di fondamento, sarebbe possibile affermare che la località Olmo esisteva già dal IV secolo d.C.
Il Nome
Differenti e molteplici sono le ipotesi relative alle origini del toponimo Cornaredo, alcune delle quali dovute alle diverse trascrizioni del nome pervenuteci nel corso dei secoli. Una delle congetture più accreditate fa derivare il termine da un vocabolo del IX secolo: cornareto o cornalete che significa cornioleto, dal latino cornius mas, ossia porzione di terreno coltivata da cornioli, pinte di legno durissimo che crescono soprattutto nei boschi. Un´altra ipotesi è legata invece alla toponomastica delle strade e delle contrade romane. Una delle più importanti ed antiche arterie del Nord Italia realizzata dai Romani, l´attuale strada statale 11, partiva da Porta Vercellina e procedeva in linea retta fino a Quinto Romano.
da questo punto la strada compiva una brusca virata per poi tornare retta, in latino cornua redo, torna a destra, lo spazio dove sorge cioè l´attuale Cornaredo. Infine è interessante riportare un´antica leggendapopolare alla quale pochi studiosi attingono per derivare il toponimo.
un tempo Cornaredo era presente un mattatoio che riforniva di carne fresca la vicina Milano; gli animali giungevano vivi in paese e venivano macellati e rispediti ai milanesi, i quali controllavano l´esatta corrispondenza tra i capi inviati al macello e quelli uccisi, contando le corna degli animali che venivano restituiti: cioè cornua redo, da cui Cornaredo. in ogni caso il nome Cornaredo appare per la prima volta in un documento dell´anno 894.
Lo Stemma del comune"Uno stemma d´azzurro terrazzato di verde al bue di bianco con zoccoli d´argento passante davanti ad un olmo al naturale, con capo di rosso caricato dell´immagine di San Pietro vestito d´azzurro, ritenuto che tale stemma non è né riconosciuto né documentato ma è uno stemma parlante entrato nelle consuetudini locali.."
Anche la breve relazione storica che accompagna il documento torna a rimarcare che "questo stemma non ha alcuna giustificazione storica né gentilizia in quanto stemma parlante".
In araldica vengono definite "parlanti" le armi che con immagini e figure alludono al nome della famiglia o della città che le porta, non avendo un fatto glorioso cui richiamarsi per eternarlo nello stemma.
Viene da pensare che chi lo disegnò nel 1882 trovò semplice raffigurare l´apostolo Pietro e l´olmo per la frazione di S.Pietro All´Olmo e Cornaredo, visto che alla fine dell´Ottocento si avevano allevamenti bovini di una certa consistenza e che la radice del nome era Corna-, di disegnarvi il bue, non considerando che le "corna" le hanno pure le Cornacee, famiglia di piante a cui appartengono i cornioli.
GEMELLAGGIO COL COMUNE DI SARROCH
Lo strumento del ‘gemellaggio´ rappresenta oltre ad un ´occasione di incontro, di migliore conoscenza reciproca, di amicizia e un´opportunità che permette a due Comuni di associarsi permanentemente per confrontare esperienze e problemi e per sviluppare vincoli di amicizia e di solidarietà sempre più stretti. E´ inoltre uno strumento di sensibilizzazione della popolazione ad una interdipendenza che richiede un impegno creativo.
Da tempo sono presenti tra i Comuni di Cornaredo e di Sarroch punti di contatto ed un profondo interesse nelle reciproche realtà e costumi che hanno portato ad un reale avvicinamento.Il 1° maggio 2004 si è recata una nostra delegazione nel Comune di Sarroch, dove si è svolta la cerimonia di gemellaggio, e subito dopo, una rappresentanza da Sarroch è venuta a Cornaredo ed in data 15 maggio 2004 in aula consiliare si è sancito ufficialmente il patto d´amicizia.







